Dybala assente, ma Ranieri fa risplendere Matias…

ROMA – In un vortice di palloni e tifo accanito, la Roma si trova nel suo sprint finale, e uno dei protagonisti è Soulé. Come battere le mani o strizzare gli occhi, ancora non si sa chi abbia fatto l’affare: la Roma che lo ha accolto a braccia spalancate con un bel “benvenuto milionario” da 30 milioni, o la Juve che ha salutato con un sorriso furbetto. Il cielo giallorosso è pieno di nuvole, ma Soulé, con gli occhiali da sole di Ranieri, si prepara a contendersi una maglia da titolare contro i bianconeri, sventolando la sua storia come una bandiera al vento.

Silenzio in sala, e azioniamo il proiettore sulla stagione di Soulé, un vero film thriller: inizio con una tensione che solo il doppio cambio d’allenatore poteva servire, seguito da una trasformazione degna di una pellicola su Ranieri, che gioca d’astuzia come un direttore di orchestra garantendo una melodia finalmente dolce per la Roma. Sir Claudio ha quindi compiuto lo strano incantesimo di “Ranierilus renatulus” su Matias, chi riusciva solo a segnare un gol quando ancora il timone giallorosso era affidato a Juric.

Il colpo di scena è tutto nei minuti finali contro il Genoa, con un epilogo che sembra scritto da un maestro del calcio: Soulé da comparsa diventa protagonista senza mai più lasciare il palcoscenico. Tra doppi gol, assist da passerella e giocate da rubare l’applauso, Ranieri urla al mondo che “Soulé è il futuro!”, e la platea romanista applaude fino a farsi venire i calli. Insomma, Matias non è una star passeggera, ma un’icona che Roma abbraccia e il destino della Serie A bacia sul campo.