Quando Galeone sfida il calcio, tra Maradona, Berlusconi e fantasmi del passato…

Giovanni Galeone, l’allenatore che rincorreva gli scudetti a colpi di forchetta, si è raccontato senza riserve in un’intervista scoppiettante al Corriere della Sera. Galeone, che ringrazia di non essere più sugli spalti, ammette con ironia: “Se alleno ancora e vedo un autogoal come quello del Napoli a Como, mi viene un infarto! Per favore, basta con questo teatro del ‘tocca indietro’. Forse dovremmo giocare come nel basket, con dieci secondi per raggiungere la metà campo”.

Vecchie glorie e rimpianti? Galeone se li tiene stretti, ricordando come una pizza con Diego Armando Maradona a Napoli potesse valere uno scudetto. Ma ahimè, quella notte di gloria mangereccia si sciolse come mozzarella margherita. E chi si ricorda di Moggi che cantilenava: “Giovanni, vieni qui, non firmare?” Galeone, indeciso tra due amorevoli squadre: Napoli e Roma. Peccato che si trovò con un bel niente in mano, e a Napoli mandarono via tutti tranne il Pallone d’Oro.

Ma attenzione, la saga del “telefono Mancato” con Berlusconi è epica: “Chiama tu, no chiama tu!”, e Galeone ancora aspetta lo squillo. Intreccia ricordi con Gigi Riva e Pasolini, riflettendo su quanto il calcio somigli a una giostra che gira troppo veloce. E ride dei nuovi ‘cattedratici’ del pallone mentre il povero Maldini, icona del Milan, viene scalzato da Ibrahimovic, l’eroe del campo ma non dell’ufficio. “Che caos, ragazzi!”, conclude sornione.